ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Piccola e leggera, la pallina da golf è la vera protagonista di questo sport. I tanti cambiamenti tecnologici, che ha subito con il passare del tempo e della storia, hanno contributo a perfezionare il gioco di ciascun golfista, pro o amateur che sia. Grazie alle sue tante evoluzioni, le distanze di ciascun colpo sono aumentate e migliorate. Dal 1980 ad oggi, le statistiche mostrano che ciascun membro del PGA ha guadagnato ben 27 metri.

Una delle caratteristiche principali delle palline moderne sono i famosi “dimples”. Le piccole fossette presenti su ciascuna pallina garantiscono quasi il doppio della distanza di un’anonima pallina senza dimples. Queste piccole fossette, che arrivano ad essere da 350 a 450, aiutano a creare più aerodinamicità quando la pallina è in volo. Più aerodinamicità si traduce quindi in una maggiore distanza rispetto a una pallina liscia e senza dimples.

Ma le palline non sono nate come le conosciamo oggi, anzi. Dalla Pebbles alla Featherie, dalla Gutta alla più moderna dei giorni nostri. Sono tante le palline che hanno animato il gioco del golf. Per scoprire come fosse la prima pallina della storia di questo sport bisogna fare un salto agli albori del golf e più precisamente al 1500.

Si chiamava Pebbles, aveva una forma rotonda tipica della palline da golf ma il materiale utilizzato per realizzarla era la pietra. Pebble in inglese significa infatti “ciottolo” ed è per questo che la prima pallina prese questo bizzarro nome.

A metà del 1550, venne introdotta una nuova pallina, più comoda e meno pesante di quelle in pietra. La wooden ball, realizzata da un golfista e formata interamente dal legno. Come i ‘colleghi’ bastoni di quel tempo, anche la pallina veniva modellata da tavole di legno.

Ma nel 1618 ci fu la prima vera svolta: nacque la Featherie ball. Una pallina artigianale, formata da piume d’oca. Queste piume venivano bollite in un involucro di cuoio, composto da tre pezzi cuciti insieme. Il risultato non era una sfera perfetta, ma simile alle forme attuali. Tuttavia, la Featherie ball non funzionava benissimo perché, se colpita da bastoni troppo pesanti, rischiava di esplodere in volo.

Bisogna aspettare il 1848 per vedere le prime palline in Guttaperca. Proprio in quegli anni, venne scoperto un nuovo latticie derivato da una pianta della Malesia. Solido e resistente, divenne il nuovo materiale per realizzare le palline da golf. La ‘Guttie’ poteva essere giocata con qualsiasi bastone, ma ebbe vita breve.

Già nel 1898 venne introdotta una nuova palla realizzata negli Stati Uniti: la Haskell. Era composta da un centinaio di metri di filo di caucciù molto sottile che veniva avvolto intorno a un nucleo centrale. Il tutto poi veniva coperto da guttaperca, materiale che continuò a essere impiegato. La sua particolare costruzione, garantiva una maggiore distanza rispetto alla Guttie.

La Haskell subì successivamente numerose trasformazioni. Divenne la Bramble e poi la Square Mesh, fino alla più moderna creata in due pezzi o tre pezzi con un nucleo in gomma e un rivestimento in ionomero.

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