ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

Di Gianni Davico

Ammiro i tanti meravigliosi campi da golf degli anni dorati, ma sono d’accordo con il presupposto di questo libro

Uno splendido libro fotografico di grande formato, fresco di stampa, Planet Golf Modern Master-pieces di Darius Oliver, si basa su un’idea semplice:

Se è vero che negli anni Venti e Trenta del secolo scorso sono stati immaginati e poi costruiti tanti campi meravigliosi che vanno a riempire le classifiche attuali dei migliori percorsi del mondo, e se negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta invece abbiamo avuto tanti campi realizzati in maniera seriale, senza una reale arte, è altrettanto vero che negli ultimi vent’anni ha aperto un numero impressionante di percorsi splendidi, che certa-mente passeranno alla storia e anzi sono già una parte significativa nell’immaginario golfistico collettivo.

Il volume passa in rassegna oltre cento campi nel mondo, a partire dall’archetipo di questa nuova era, il Sand Hills, nel Nebraska, il capolavoro di Bill Coore e Ben Crenshaw.

Anche l’Italia è presente, con il sogno di Sir Rocco Forte, il Verdura, avamposto di una possibile rinascita turistica di quei luoghi incantevoli che sono le nostre regioni meridionali.

Un libro delizioso, da sfogliare con calma e da leggere con attenzione, che non sfigurerà in nessuna libreria.

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