ST LOUIS, MO - AUGUST 09: Francesco Molinari of Italy waits to play his tee shot on the 17th hole during the first round of the 100th PGA Championship at the Bellerive Country Club on August 9, 2018 in St Louis, Missouri. (Photo by David Cannon/Getty Images)

di Peter Finch

Non gioca più a golf (nei grandi tornei). Ma non pensate che Greg Norman si rintenga “in pensione”. Una serie di rivelazioni in prima persona del vincitore di 91 tornei e 2 Major ci dimostra che lo Squalo è più attivo che mai.

Mi alleno al buio, spesso nudo. Sento meglio le linee del mio corpo, percepisco meglio la relazione tra i muscoli e le macchine, i pesi. In questo modo tendo a lavorare meglio.

Mi piacciono tutti i generi di musica. In palestra sceglierei la musica elettronica, giusto per caricarmi un po’; su un campo da golf, invece, andrei di jazz soffuso.

Probabilmente sono stato il primo professionista di golf a ingaggiare un preparatore atletico. Era il 1991 e Pete Draovitch lavorava a Palm Beach. Non aveva mai giocato a golf, tanto che ho dovuto spiegargli quali fossero i muscoli più interessati nello swing. Ma capì subito come aiutarmi a livello di forza e flessibilità. Le caratteristiche anatomiche del nostro corpo sono uniche, come l’impronta digitale: gli esercizi adatti a una persona non sono per forza adatti anche a un’altra. Non sono d’accordo con gli allenatori muscolati come se fossere Mister Universo e convinti che tutti dovrebbero essere come loro. C’è il golf-fit e c’è l’ego-fit, e preoccuparsi troppo dell’aspetto ti porta agli infortuni. Pete mi ha mantenuto sano durante la parte centrale della mia carriera. Addirittura, faccio ancora alcune schede di allenamento che mi aveva preparato allora. Non mi annoio mai.

Alcuni miei amici mi prendono in giro per i miei post su Instagram. I miei figli invece sanno che sono semplicemente fatto così. Ce n’era una diventata virale di me nudo in montagna. Colpa di mia moglie. Però, quando tua moglie ti dice che sei “sexy” e ti vuole fare una foto, è una bella cosa.

In alcuni resort dove ho soggiornato, ho visto la gente giocare a golf in costume da bagno; a volte, perfino alcuni dipendenti. È una cosa che ho fatto spesso anch’io, nel mio giardino. Ovviamente non si può fare ovunque; ma non vedo perchè non dare la possibilità di farlo.

Negli ultimi quattro anni ho lavorato su un progetto chiamato “Shark Experience” e finalmente è arrivato il momento che veda la luce: un’azienda sta costruendo 50.000 golf car con display abilitato bluetooth, che possono riprodurre musica, video, news o qualunque cosa si voglia mediante app dedicate, con piccoli speaker sagomati apposta per far rimanere il suono all’interno del mezzo. Per far crescere il golf in questo periodo, devi dare la possibilità alle persone di rimanere connesse.

Mi piacciono diverse discipline: hiking, equitazione, sub, caccia e altro. E non mi tiro indietro se c’è da provare qualcosa di nuovo. Ma con kiteboard non ce la faccio: mio figlio Gregory ha provato a insegnarmi questo sport a Cape Hatteras. Sono caduto di faccia talmente tante volte che mi usciva acqua da tutti i pori. Non lo farò mai più.

Non sono mai stato così vicino alla morte come da ragazzino. Ero a caccia con un mio amico in Australia. In un certo periodo i serpenti sono aggressivi, se entri nel loro territorio. Uno ci ha inseguiti. Siamo scappati saltando sul tetto della macchina. Sparavamo all’impazzata, finchè uno dei due, non sappiamo chi, l’ha colpito.

La velocità massima che ho toccato in macchina? 312 km/h. Una volta, un ragazzo mi permise di provare la sua Lamborghini. Gli chiesi: «Fino a quanto l’hai tirata?». «Non molto», mi rispose. È stato incredibile come la macchina non smettesse mai di accelerare. Anche a 310 km/h il motore reggeva alla perfezione, ma mi son dovuto fermare. Il ragazzo era diventato bianco.

È sempre nella mia lista dei desideri fare un’immersione subacquea sotto i ghiacci dell’Antartide. Ho visto molti documentari a riguardo e sembra essere un’esperienza pazzesca. Tutto ciò che devi fare è essere più veloce del gelo: in fondo, si tratta solo di fare un buco e andare giù, sempre sulla stessa linea; ma se quel buco si chiude per il gelo, sei finito.

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